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IN CERCA DI EDITORE: La Grande e “Brüta Guera”

Liberi pensieri di ‘un Milanès che l’è sta à fa’ la bèla prisunìa in Amèrica’

prigioniero america seconda guerra mondiale

«Il prozio Renzo,  ha sposato la sorella del nonno. Nato a Milano il quattordici novembre del millenovecentoquattordici era un uomo alto, forte, irascibile ma dolce e premuroso.

Come tutti i vecchi, indulgeva sui ricordi della sua gioventù, limpidi e cristallini come un filmato che scorreva nei suoi occhi azzurri. Raccontava spesso i suoi ricordi di prigionia: era stato preso in Sicilia durante lo sbarco degli Alleati, portato in America dove era rimasto per tutto il conflitto e da dove era tornato persino ingrassato.

Al posto di trasformarsi in uno 'Zio d'America', accettando la proposta di una famiglia con cui aveva legatomolto, ha preferito tornare in Italia, da sua moglie e al suo lavoro di manetta: guidatore di tram per l'ATM.

Uno degli ultimi milanesi a parlare il milanese: dialogava in italiano ma il dialetto si infilava spesso nell’eloquio, soprattutto se infervorato dalla narrazione. E il milanese è la lingua di questo diario: non è il vero milanese scritto, omai difficile e quasi scomparso, ma un milanese fonetico che viene aiutato dal testo a fronte in italiano.

Completano l'opera numerose foto e documenti originali dell'epoca.